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Esterovestizione, Anfrage vat, wie man in einer Petition für die Beurteilung verhalten

5:57 am in RECHTSANWALT Revenue Agency, RECHTSANWALT ESTEROVESTIZIONE, Fachanwalt für Steuerrecht von admin11

In meiner Petition für die Beurteilung, nach mehreren Untersuchungen fügt diesen Text:

 

Da:

Das Gesetz 427/1993 in Italien hat die EU-Richtlinien, die die Grundregeln für die Zwecke der MwSt-Harmonisierung festgelegt haben auf Gemeinschaftsebene umgesetzt.

Für innergemeinschaftliche Erwerbe made in Italy, Steuerschuldner ist der Käufer des Steuerpflichtigen; MwSt. ist zahlbar in das Bestimmungsland der Waren .

 

Alle Kunden der Firma XXXXX haben dann für das Jahr 2008 und 2009 bereits bezahlt die Mehrwertsteuer und dann würden Sie einen entstehen Doppelbesteuerung der Mehrwertsteuer.

 

Die’Italien und anderen Ländern in CEE hat dieses Prinzip schon seit Jahren 2008 und 2009 in denen es erforderlich war, die Mehrwertsteuer an die Firma XXXXX zahlen , gemäß Artikel. 38 DL n. 331/1983

 

Die doppelte Anwendung der Mehrwertsteuer wird auch die Verletzung der Vereinbarung zwischen der Italienischen Republik und der Slowakischen Republik zur Vermeidung der Doppelbesteuerung auf dem Gebiete der Steuern vom Einkommen und vom Protokoll Prag 5 Mai 1981

 

Die doppelte Anwendung der MwSt-Vorschriften verstößt auch gegen die Vereinbarung zwischen den Italienische Republik und die Europäische Union. Der Handel zwischen diesen Staaten sind in der Tat durch gemeinschaftliche Rechtsvorschriften geregelt (Artikel 49 e ss. AEUV) welche allmählich von den Vertragsstaaten der Europäischen Union umgesetzt. In Italia, besonders, ausgestellt wurde D.L. 30.8.1993 n ° 331, umgesetzt durch das Gesetz Nr. 427 von 29 Oktober 1993.

 

Die doppelte Anwendung der Mehrwertsteuer und der "modus operandi" des Finanzamtes bereits von der Kommission ebenfalls angehoben, um die Kompatibilität des Gemeinschaftsrechts und der Praxis des italienischen Steuersystems zu prüfen "AIDC die beklagte die Europäische Kommission der Illegalität Gemeinschaft darauf hin, dass in 'Esterovestizione die Debatte zwischen den Steuerbehörden und Steuerzahler eine "physiologische" Ungleichgewicht zwischen Beamter hat, stark von einem widerlegbare Vermutung, und Steuerzahler, Wer trägt die Last der, oft schwierig, Gegenbeweise.

 

Angesichts all dieser:

 

Das Unternehmen XXXXX Sie bitten, nicht dafür bezahlen zu müssen der italienische Staat die Mehrwertsteuer zum zweiten Mal, da sie bereits von den Kunden gezahlten intermante und wenn diese Instanz nicht von Ihrem Büro nahmen wir den Rechtsstreit vor dem Tax Kommission aussetzen, zuständige Stelle für die Sammlung der slowakischen DPH (das ist der Betrag der Mehrwertsteuer italienischen) und die Gemeinschaft an die Europäische Kommission widerrechtlicher Gemeinschaft und des Europäischen Gerichtshofs für Menschenrechte.

An dem Forum Diskussion zu diesem Beitrag

von admin11

ESTEROVESTIZIONE, Reggio Emilia, MAX MARA, FISCO die verlorene Sache

8:14 am in RECHTSANWALT Revenue Agency, RECHTSANWALT ESTEROVESTIZIONE, Fachanwalt für Steuerrecht von admin11

Il Fisco
perde la causa
A Maramotti vanno
50mila EUR

L’Agenzia delle Entrate chiedeva al patron di Max Mara 45 milioni di euro fra sanzioni e presunte imposte evase, ma la commissione tributaria ha accolto il ricorso dell’imprenditore 

 
Luigi Maramotti (Foto Artioli)
Luigi Maramotti (Foto Artioli)
 
 

Reggio Emilia, 22 Januar 2010. Il fisco voleva da Luigi Maramotti 45 milioni di euro, fra sanzioni e presunte imposte evase, ma alla fine gli toccherà versare all’imprenditore 50mila euro.

E’ ciò che è costato all’Agenzia Einnahmen, fra onorari per avvocati e diritti, il ricorso presentato dal patron di Max Mara che si doveva difendere dall’accusa di evasione fiscale.

La sezione 4 della commissione tributaria provinciale ha infatti accolto, il primo luglio scorso, il ricorso presentato dal patron di Max Mara che era stato accusato di aver evaso 23 milioni di euro di imposte fra Irpeg, Ires e Irap, negli anni compresi fra il 2003 e il 2006.

A Maramotti l’Agenzia delle entrate chiedeva anche 22 milioni di sanzioni. In tutto 45 milioni di euro.

Secondo la Finanza e l’Agenzia delle entrate era emerso che, da verifiche a Marina Rinaldi, si sarebbero trovati elementi per sostenere che la società International fashion trading, con sede a Lugano e succursale dell’omonima società lussemburghese partecipata al 46% da Max Mara Finance, era di fatto una dipendenza del gruppo reggiano.

Questo, secondo l’Agenzia delle Entrate, sarebbe stato sufficiente per configurare la presenza di una società esterovestita, ovvero utilizzata solo per pagare meno tasse.

Ma la commissione tributaria ha letteralmente smontato la tesi dell’accusa. Si legge nella motivazione della sentenza: «La commissione annulla l’avviso di accertamento per assoluta incertezza relativamente all’identità (natura giuridica, composizione, AUSTRAGUNGSORT, rappresentanza), alla individuazione ed all’esistenza dell’autonomo soggetto di diritto, centro di imputazione di situazioni negoziali e processuali cui avrebbero dovuto far capo le obbligazioni tributarie accertate».

In sostanza la commissione ha sostenuto che non era possibile «stabilire quale tipo di imposta reddituale fosse applicabile (sulle persone fisiche o sulle società)» e che, inoltre, era impossibile stabilire che Luigi Maramotti fosse il rappresentante legale dato che «non uno dei numerosi documenti recava la sua firma».

Inoltre, per quel che riguarda la presunta esterovestizione, la commissione rileva come «nessun altro elemento di prova sia stato fornito al fine di verificare e dimostrare che l’effettiva sede della International fashion trading fosse in Italia».

Aggiunge la commissione: «Anche le ragioni fiscali che, secondo l’ufficio avrebbero indotto alla creazione della succursale elvetica di Ift, non appaiono attendibili». E ancora: la finalità di delocalizzare i ricavi in un territorio che ha un regime fiscale agevolato rispetto a quello nazionale «non appare dimostrata».

Dalla documentazione prodotta dai ricorrenti, tatsächlich, la succursale di Lugano «risulta essere stata assoggettata ad imposte in Svizzera a regime ordinario, inoltre la stessa non ha mai fatto ricorso a procedure di ruling con la confederazione elvetica e non ha beneficiato di alcuna forfetizzazione del reddito».

In seguito a tutte queste osservazioni, la commissione «dichiara la nullità e l’assoluta inefficacia della notifica dell’accertamento effettuata a Luigi Maramotti per carenza di legittimazione passiva e di poteri di rappresentanza del soggetto passivo non identificato delle obbligazioni tributarie accertate».
La vicenda potrebbe non finire qui perché l’Agenzia delle entrate ha tempo fino a metà marzo per presentare ricorso.

Die 3 März, poi, il giudice dell’udienza preliminare, Angela Baraldi, deciderà su un eventuale rinvio a giudizio per Luigi Maramotti, patron del gruppo Max Mara, che è stato accusato dalla procura di Reggio di evasione fiscale per omessa dichiarazione.

Nel mirino della Guardia di Finanza ci sono somme che sarebbero state evase fra il 2003 e il 2006. L’indagine penale nei confronti di Maramotti e quella tributaria dell’anno scorso sono molto simili, ma potrebbero anche non riguardare lo stesso argomento.

An dem Forum Diskussion zu diesem Beitrag